Playground zero
September 28th, 2009di Cristoforo Prodan
Tu lì mi davi udienza,
sposa promessa, sola,
idealmente sicura del
tuo amore scelto ma anche
del mio; essendo diverso – il mio -
e per te dunque gestibile,
era commutabile in raffinata
e rarefatta amicizia,
profondissima e quieta.
E io che pensavo:
ora rompo la tregua, ora provo,
chissene frega del poi.
Eccitato forse all’idea e forse
spaventato certo. Dal tuo corpo,
perfetto, sodo, irrequieto.
Poi tu, sapiente, hai saputo.
Hai saputo viaggiare sicura
in quella zona, più pura,
del destino che lega le anime
e prescinde dai corpi.
Ho parlato infatti, ti ho parlato,
e tante cose t’ho dette, tante.
Ascoltavi, chiedendoti come,
e assecondavi quel karma:
nostro unico orgasmo.
Io maschio, tu femmina.
L’unico possibile comunque:
decente cioè, che lasciasse
aria pura da respirare, che
fosse ipotesi prima che tesi.
A te, a te mio infinitesimo
amore, a te mio ur-desiderio
inevaso, a te dedico questa
prosa vogliosa, amorosa,
poetica all’estremo superiore.
Io quindi – poeta originale
per necessità, del modo incolto
cioè; che ha fretta dunque, e poca
voglia di star lì a imparare -
risento idealmente quegli ultimi
passi in silenzio, e quel silenzio
anche, altamente infiammabile,
prima del tuo portone, prima della
maniera affettata, e il timore con
essi d’un crollo inopportuno.
Noi torri gemelle di vite troppo
diverse, noi colpiti dallo stesso
accidente d’un virus d’antico contagio.
Noi non raggiungeremo, cercandolo,
il nostro ground zero. Ci sorreggeremo,
per consuetudine, per noia,
attentamente esitando.
(cp, luglio 2009)
Tags: Cristoforo Prodan, poesia
July 7th, 2010 at 14:34
Consiglio una sana pratica masturbatoria.
Distende e rilassa.
August 17th, 2010 at 00:09
great post mate but how do get your rss feed? Can you sending us an e-mail with instructions? Ta
August 25th, 2010 at 00:01
I ,after taking the time to look at this, rather liked this blog
August 25th, 2010 at 08:04
Rather fashinating topic, I had a good time reading it.